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| La Spezia: primo impianto ligure per la produzione di Cdr (combustibile da rifiuti) Posted: Riportiamo l'articolo pubblicato da Adnkronos sul nuovo impianto per il trattamento dei rifiuti con produzione di CDR realizzato dalla multiutility spezzina Acam e inaugurato il 13 giugno in localita' Saliceti di Vezzano Ligure (La Spezia) Genova, 13 giu. - ([i]Adnkronos[/i]) - La provincia della Spezia volta pagina nella gestione dello smaltimento dei rifiuti, dotandosi di un impianto che trasforma il rifiuto in risorsa, il Cdr, 'combustibile da rifiuti', destinato alla produzione di energia alternativa. L'opera e' stata realizzata dalla multiutility spezzina Acam in attuazione del piano provinciale dei rifiuti, in localita' Saliceti di Vezzano Ligure, una zona baricentrica e di facile accesso veicolare, compresa tra l'autostrada Genova-Livorno e lo svincolo di accesso che collega il casello di S.Stefano Magra con il raccordo per La Spezia. L'impianto e' stato concepito per contenere e ridurre l'impatto ambientale, e salvaguardare il territorio che lo ospita grazie alla moderna tecnologia e al supporto di specifiche scelte architettoniche. Raccogliera' oltre 80 mila tonnellate all'anno di rifiuti urbani residui non pericolosi e, attraverso un processo meccanico-biologico, produrra' circa 40 mila tonnellate all'anno di Cdr, utilizzabile nella produzione di energia alternativa. Il processo prevede una prima fase durante la quale il rifiuto, controllato e pesato all'entrata, viene triturato e separato dai materiali ferrosi. Dopo questo pretrattamento, il rifiuto entra nel cuore dell'impianto, rappresentato dalle biocelle, chiuse ermeticamente e isolate, dove rimarra' il tempo necessario per la biostabilizzazione, processo biologico controllato e accelerato che lo rendera' secco e non piu' putrescibile. Il rifiuto viene infine trasferito nel compartimento di raffinazione e produzione di Cdr. Tutte le operazioni avvengono al chiuso, in locali dotati di sistemi di aspirazione e di ricambio dell'aria, per assorbire gli odori derivanti dalle fasi di lavorazione. L'aria in uscita e' purificata da un biofiltro vegetale posto sulla copertura dell'impianto. Alla fine del processo, meno del 20 per cento del rifiuto in entrata, finira' come materiale inerte igienizzato e stabilizzato in discarica. La durata dei lavori per la costruzione dell'impianto di Saliceti e' stata pari a 14 mesi. Dal oggi, giorno dell'inaugurazione, saranno effettuate per due settimane le prove in bianco di tutte le apparecchiature, e successivamente quelle a carico, trattando il rifiuto in quantita' via via crescenti fino ad arrivare a regime. Il costo complessivo dell'impianto e' stato di 24 milioni di euro, finanziati in parte da Acam e in parte da un contributo regionale. L'inaugurazione dell'impianto e' avvenuta alla presenza delle massime autorita' civili e militari provinciali e regionali. Sono intervenuti: il sindaco di Vezzano Ligure, Paola Giannarelli; il presidente della Provincia della Spezia, Marino Fiasella; il presidente della Regione Liguria, Claudio Burlando; il presidente di Acam Spa, Stefano Sgorbini; l'amministratore delegato di Acam SpA, Pierluigi Tortora e l'amministratore delegato dell'impresa costruttrice, la Ladurner di Bolzano, Burkhard Klotz. Monsignor Bassano Staffieri, poi, vescovo emerito della diocesi spezzina, ha benedetto l'impianto. La cerimonia d'inaugurazione si e' conlusa con la visita guidata all'impianto, coordinata dall'ing. Renzo Casadio, direttore dei lavori, affiancato dal collega Giulio Maggi, responsabile per la sicurezza. "[i]La provincia della Spezia - ha dichiarato il sindaco di Vezzano Ligure, Paola Giannarelli - ha scelto la strada del Cdr, che passa attraverso un miglioramento e un'intensificazione della raccolta differenziata. Per questo dobbiamo avere delle garanzie sul controllo dell'impianto e dei rifiuti in ingresso, affinche' il Cdr ottenuto risponda ai requisiti di legge[/i]". "[i]E' terminata la stagione dei ricorsi e dell'opposizione alla realizzazione dell'impianto - ha dichiarato poi il sindaco di S.Stefano Magra, Juri Mazzanti - questo e' il tempo della responsabilita' e della consapevolezza: lo smaltimento dei rifiuti e' una realta' quotidiana e inderogabile rispetto alla quale, stringenti logiche di campanile, non hanno piu' ragione di essere. L'impianto Cdr va visto oggi piu' di ieri come una soluzione capace di dare risposte certe al fabbisogno provinciale spezzino, ponendo fine allo smaltimento dei rifiuti in siti esterni, con conseguente aggravio sui bilanci delle famiglie e dei comuni[/i]". "[i]L'Amministrazione comunale di S.Stefano Magra - ha proseguito Mazzanti - e' decisa e pronta ad attuare un ferreo controllo sulla funzionalita' dell'impianto, e per questo auspica che si definisca al piu' presto il previsto organismo di vigilanza, affinche' possa essere operativo con l'entrata in servizio dell'impianto Cdr. Con la stessa concretezza, dovra' essere da subito aperta una riflessione seria su investimenti da realizzarsi sull'area, tanto per l'incremento dei servizi, quanto per ridurre l'aggravio di traffico veicolare collegato all'apertura di Saliceti[/i]". "L[i]'avvio dell'impianto che abbiamo realizzato a Saliceti - ha spiegato il presidente Acam, Stefano Sgorbini - chiude una lunga fase di smaltimento a discarica, entro e fuori provincia, dei rifiuti prodotti nel nostro territorio. Si apre ora un nuovo capitolo caratterizzato da tre aspetti molto importanti: la piena autonomia locale nel ciclo di smaltimento, con drastica riduzione delle discariche; un sensibile abbattimento dei costi di gestione a vantaggio dei cittadini, e il recupero di energia mediante la combustione del Cdr, ricavato dal trattamento dei rifiuti urbani[/i]". "[i]L'impianto Cdr di Saliceti - ha aggiunto Sgorbini - e' dimensionato per accogliere i rifiuti raccolti in modo indifferenziato nell'intero comprensorio provinciale. E' dotato di una tecnologia innovativa di ultima generazione, a bassissimo impatto ambientale ed elevata efficienza di trattamento: dal rifiuto in ingresso si recupera oltre il 50 per cento in materia e potenziale energia, il 25 per cento e' restituito in umidita' per evaporazione, e meno del 25 per cento in scarti inerti da avviare a discarica. E' un'eccellenza industriale nel contesto regionale e nazionale - ha concluso il presidente - che si differenzia da altri tipi di impianti Cdr per il sistema di biostabilizzazione dei rifiuti, tramite le biocelle. Per assicurare controlli e trasparenza sulla funzionalita' dell'impianto, sara' costituito un nucleo di vigilanza, nominato dalla Provincia, dai comuni di Vezzano Ligure e S.Stefano Magra e da Acam[/i]". La peculiarita' del momento e' stata sottolineata dall'amministratore delegato Acam, Pierluigi Tortora: "[i]E' un importante evento che corona un obiettivo perseguito e avviato fin dal 2003, e che vede oggi il territorio provinciale dotarsi di un impianto tecnologicamente all'avanguardia in un settore, quello dei rifiuti solidi urbani, attualmente al centro dell'attenzione su scala nazionale e europea. Nell'ambito del binomio energia-ambiente il gruppo Acam ha avviato da alcuni anni comportamenti e strategie coerenti con l'esigenza di rispettare l'ambiente, in un processo che consentira' nel medio termine un cambiamento culturale, e che permettera' di connotare il gruppo per l'attenta responsabilita' sociale. E' in questo quadro - ha concluso Tortora - che il gruppo Acam si pone con attenzione a tutte le nuove tecnologie che, nel pieno rispetto dell'ambiente, permettono la valorizzazione dei prodotti di scarto rivenienti dai processi produttivi di tutti i settori aziendali[/i]". "[i]L'impianto della Spezia - ha spiegato l'amministratore delegato della Ladurner, Burkhard Klotz - e' il secondo impianto per la produzione di Cdr con la tecnologia Ladurner di stabilizzazione a secco del rifiuto, e post trattamento meccanico del materiale bioessicato, per ottenere un Cdr di qualita'. La nostra prima esperienza e' infatti l'impianto di Venezia-Fusina, famoso in tutta Italia e indicato unanimemente come esempio da seguire, oramai in funzione dal 2001 con ottime performance, che produce da oltre 150 tonnellate all'anno di rifiuti circa 90 mila di Cdr forma di fluff, balle e bricchette. A Fusina, nel novembre 1998 - ha concluso Klotz - la regione Veneto ha siglato con provincia e comune di Venezia e Enel, un protocollo d'intesa per l'utilizzo del Cdr in co-combustione con il carbone, nella centrale termoelettrica Enel di Fusina[/i]". |
| Decreto rifiuti: a rischio il lavoro di 400 precari Apat Posted: I lavoratori Apat hanno messo in atto un'agitazione che proseguirà nei prossimi giorni con dimostrazioni e presidi nelle sedi istituzionali interessate, in primo luogo una manifestazione lunedì 16 al Ministero dell'Ambiente. Con l'inserimento da parte del governo di un emendamento al Decreto legge sull'emergenza rifiuti che accorpa l'Apat (Agenzia per la protezione dell'ambiente) all'Icram e l'Infs creando con queste modalità un nuovo ente denominato IRPA, vengono messi a rischio centinaia di posti di lavoro nei diversi enti e nell'agenzia governativa che esegue i controlli ambientali. L'Apat ha attualmente circa 1100 dipendenti, di cui oltre 400 sono precari, quasi il 50% di tutta la pianta organica. Gli stessi vertici dell'agenzia hanno espresso preoccupazione per il futuro dei lavoratori precari. E' una situazione di emergenza, con procedure di stabilizzazione già avviate messe in discussione dall´attuale governo, con l'amministrazione che non ha ancora attuato il rinnovo di 200 contratti Co. co co. in scadenza a fine giugno e di altri tre contratti a tempo determinato in scadenza lunedì 16 p.v.; altri 200 contratti a TD sono in scadenza a novembre. Scompare un'agenzia e nasce un istituto di ricerca, con modalità che potrebbero avere gravi ripercussioni sulle attività finora assicurate dall'Apat in materia di protezione ambientale a livello nazionale e di sistema delle Arpa. Il rischio è che l'Italia, perda l'unico sistema in grado di garantire informazioni credibili sul suo stato ambientale, e veda centinaia di persone qualificate, in molti casi con professionalità di alto livello formate con i soldi dei contribuenti, uscire dalla Pubblica amministrazione. Non si tratta quindi dei "fannulloni" di cui parla il ministro Brunetta, ma di coloro che provano, tra mille difficoltà, a informare quotidianamente istituzioni e cittadini sullo stato del nostro ambiente e i rischi che si corrono. Una beffa tanto peggiore, per i lavoratori, visto che molti di coloro che oggi rischiano sono titolari di stabilizzazione, e dovrebbero quindi essere assunti a tempo indeterminato in base alle Finanziarie del 2007 e 2008. Dopo giorni di caos, rassicurazioni e pressioni subite dal personale precario, i lavoratori Apat hanno messo in atto un'agitazione che proseguirà nei prossimi giorni con dimostrazioni e presidi nelle sedi istituzionali interessate, in primo luogo una manifestazione lunedì 16 al Ministero dell'Ambiente. L'obiettivo è che l'amministrazione mantenga i propri impegni, rinnovando immediatamente i contratti in scadenza, e produca gli atti necessari a salvaguardare le procedure di stabilizzazione e gli altri strumenti ancora a disposizione dell'agenzia |
| Emergenza rifiuti in Campania, varato il secondo decreto Posted: Il consiglio dei ministri ha approvato oggi, tra gli altri, un nuovo decreto legge per affrontare l'emergenza rifiuti a Napoli. L'iniziativa, annunciata nei giorni scorsi, era già stata criticata da parte dell'opposizione, per il fatto che il testo approvato oggi si sarebbe accavallato con quello in discussione alla commissione Ambiente della Camera, che ha terminato ieri di esaminarlo, esprimendo un parere favorevole e che approderà a Montecitorio per la discussione in aula lunedì prossimo. «L´annunciata presentazione di un nuovo decreto rifiuti è un pasticcio procedurale e non tiene conto del nostro contributo costruttivo» aveva ichiarato il capogruppo del Pd in commissione Ambiente alla Camera, Raffaella Mariani, al termine della seduta che ha licenziato il testo per l´aula con l´astensione dell´opposizione. Il testo, che come si legge nel comunicato stampo di palazzo Chigi, «completa il quadro delle iniziative tese ad assicurare lo smaltimento dei rifiuti nella Regione Campania ed il superamento dell'emergenza in atto» contiene poche norme sostanzialmente dirette a chiarire quali prodotti sia legittimo trattare negli impianti di Cdr, e per meglio delimitare - raccogliendo anche sollecitazioni provenienti dall´opposizione - i compiti delle forze armate, attribuendo ai loro appartenenti, nello svolgimento delle mansioni di custodia degli impianti, la qualifica di agenti di pubblica sicurezza, nonché assegnando all´esercito (e in particolare all´Arma del genio militare) il compito di garantire il funzionamento degli impianti, non più di competenza della società affidataria Fibe. Nel nuovo decreto legge sui rifiuti sono anche contenute norme per il completamento dell'impianto di Acerra (obbligatorio) da parte della Fibe, che -come più volte ribadito- dovrebbe entrare in funzione a fine anno, anche se la gestione provvisoria finirà nel 2009. Nei cinque articoli del dl è anche precisato che Guido Bertolaso svolgerà le funzioni di sottosegretario senza ulteriori emolumenti (come egli stesso ha richiesto) e che crediti e debiti della gestione commissariale per l´emergenza rifiuti passeranno dal commissario liquidatore a ministro dell´Economia. Si prevede inoltre di introdurre una nuova disciplina tecnica relativa alla lavorazione dei rifiuti negli impianti di selezione e trattamento meccanico, per consentire di evitarne il fermo Insomma, nei fatti viene riconfermata la linea del decreto precedente che con molta probabilità verrà approvato dopo la discussione in aula di Montecitorio che ha ottenuto anche la benedizione del cardine di Napoli, Crescenzio Sepe. Un parere che per Berlusconi vale (forse) più di qualunque altro |
| Regione Toscana: la Provincia apre un bando per la riduzione dei rifiuti Posted: Ridurre la produzione dei rifiuti è l'obiettivo del bando con il quale la Provincia mette a disposizione i 218.000 euro che la Regione Toscana ha assegnato all'ente nell'ambito del Piano Regionale di Azione Ambientale. I soggetti beneficiari del bando sono i Comuni e i gestori dei servizi dell'Ato4. La valutazione dei progetti terrà conto dei seguenti elementi: utenti coinvolti, quantità di rifiuti ridotti o riutilizzati; utilizzo di materiali riciclati o di recupero, incidenza sui comportamenti di vita; riproducibilità; controllo dei risultati, etc. II contributi erogati dalla Provincia potranno coprire fino al 70% dei costi del progetto. Le domande di partecipazione devono pervenire entro l´8 agosto 2008 [url=http://www.provincia.livorno.it/new/spawdocs/ambiente/bando_riduzione_rifiuti08.doc]Bando integrale e domanda di partecipazione[/url] |
| Posted: L'Italia è oggi tra i primi 4 Paesi in Europa per la raccolta e la lavorazione di carta da macero. Circa 6.000.000 di tonnellate di carta da macero vengono utilizzate ogni anno dall'industria cartaria e grazie ai progressi compiuti dai sistemi di raccolta l'Italia non è più un Paese importatore di questa materia prima. Rispetto alla produzione industriale, che ha avuto il merito di fornire una diffusione capillare della carta diversificandone anche gli utilizzi, in questi ultimi anni si assiste alla riscoperta della lavorazione della carta a mano da parte dei laboratori artigianali. La realizzazione manuale offre, infatti, infinite possibilità di lavorazione e decorazione, considerate in alcuni casi capolavoro d'originalità. Ed è proprio a questo variegato mondo, a cavallo tra passato e futuro, che è dedicato il Premio Carte, un'occasione per promuovere e valorizzare i talenti italiani del settore cartario. Imprese, enti di ricerca, associazioni, istituzioni, scuole di formazione, artigiani e artisti che hanno messo la qualità al centro della produzione di beni e servizi, coniugando innovazione e tradizione, competitività e attenzione all'ambiente e al territorio. Il premio, conferito annualmente, è un riconoscimento a quelle realtà che rispondono ai criteri di eccellenza, sostenibilità e rispetto della tradizione italiana nei diversi comparti del settore carta: industriale, artigianale, ricerca ed innovazione. Il Premio Carte, promosso da [b]Symbola [/b]- Fondazione per le qualità italiane - e da [b]Comieco [/b]- Consorzio Nazionale Recupero e Riciclo degli Imballaggi a base cellulosica - nasce proprio con l'obiettivo di promuovere e riconoscere l'importante ruolo economico e culturale che il settore cartario riveste nel nostro Paese. [url=http://www.borsarifiuti.com/filebin/Bando_premio_Carte_2008_definitivo.pdf]Scarica il bando di partecipazione del Premio Carte 2008[/url] |
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